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Cinghiale Firenze Marathon

La prima maratona del cinghiale.
Partiamo da luglio, anzi da prima...
Un discorso tra me e me che poi dopo qualche settimana è diventato reale con il mio amico Podista Anonimo Lofa.
"Ma perchè non ci facciamo una bella maratona in autunno?"
"Ma no dai..."
"Ah però già l'anno scorso, a prezzo scontato, volevo iscrivermi a Firenze" (per la serie "le cose succedono già nella tua testa
ma tu ancora non lo sai")
"Ma guarda un po', ci sono gli interbancari di Maratona, magari la mia banca mi paga l'iscrizione. Per fortuna che l'anno scorso
l'acquisto online della Firenze Marathon è andato male"
Insomma il fato e il subconscio stavano già lavorando per me.
Io intanto mi dicevo che c'era tempo per l'allenamento, in effetti ce n'era ma ancora non sapevo.
A luglio ho fatto la Re Stelvio, bellissima gara, 21km in salita, gara mozzafiato per gli occhi e per l'altitudine.
Paesaggi spettacolari e ristoro finale che non ha eguali, eravamo praticamente in trattoria (e il bisogno di mangiare c'era!).
Ho corso 3h09', mi sono detto che forse potevo fare una maratona, mi ero ripromesso anche di tornare a scrivere su questo blog.
Aspetta, aspetta e ti passa la poesia.
Ecco! Non voglio commettere lo stesso errore e dimenticarmi tutto: verba volant, scripta manent.
Dopo luglio mi ammalo pesantemente e sto fermo 3 settimane, poi le ferie e il caldo...
Riparto a settembre quasi azzerato e preparare una maratona a settembre quasi azzerato mi sembrava un po' stupido ma ormai già a
luglio la decisione era presa e anche io iniziavo già a rendermene conto.
3 mesi di allenamento, il secondo soprattutto molto devastante.
Sveglia presto la mattina, anche alle 5:30 e non è normale.
Comunque... ci provo, supero le varie difficoltà e alla fine "cedo" il terzo mese.
Ma va bene, è quello di scarico.
Entro i primi giorni di ottobre dovevo dare la mia disponibilità al Presidente.
Non ero pronto e non sapevo se lo sarei stato, il Presidente mi ha dato coraggio e così ho deciso ufficialmente di iscrivermi.
Grazie Presidente!
Le 3 settimane dei lunghi e lunghissimi sono state devastanti.
Arrivavo a malapena a farne 27 e poi morivo, però poi sono arrivato a farne 32 per poi morire ancora e poi a farne 35 e morire di nuovo.
"Magari riuscirò a farne 42 per poi morire"; "Ma dove voglio andare?" pensavo tra me e me.
Mi sono affidato allo scarico e all'adrenalina del momento e al fatto che tutti dicono che sia una cosa mentale... "Il cazzo"
pensavo io, le ginocchia inchiodate e i dolori che non mi fanno camminare dopo i lunghissimi non sono "robe mentali".
Finisco il mese di scarico dopo 2 raffreddori, una Mezza di Busto (bellissima, ottenendo un 1h49', non molto adatto per uno
scarico ma comunque ne avevo bisogno per il morale) e 10K di Alpin Cup (non provavo a stare sotto i 50 da tanto tempo).
Arriva il momento di prenotare il treno, i giorni passano e la settimana prima della gara ho almeno un paio di tentati attacchi
di panico.
L'intestino si è bloccato, il corpo gonfiato, ero teso come una corda di violino ma tengo botta.
Tutto questo dura fino all'entrata della Leopolda dove ormai sono già in clima gara.



L'agitazione diventa sana emozione, non penso ad altro se non alla maratona.
Colori, casino, pettorali, pacco gara; è tutto molto, molto, molto bello!
Alloggio a casa di amici; come pregara non è l'ideale perché io corro per mangiare e non mangio per correre.
Alla fine la serata va come deve andare: chiacchiere, risate, cibo, prosecco, ricordi, cibo, vino, scherzi, arancello, sigaretta
e tutti a letto.
Dormo 6 ore ma dormo, mi sveglio già stanco.
Piove! Non doveva piovere, poi doveva piovere, poi ancora no e alla fine tanto tuonò che piovve.
La pioggia non mi dispiace ma proprio non ne ho voglia.
Sono assonnato, il cielo è cupo.
Checco mi accompagna alla mia gabbia, una gabbia che ho onorato, perchè sarei dovuto stare nell'ultima non avendo un tempo di
accreditamento. Ho rispettato il tempo prefissato, ma non anticipo nulla.
La partenza è surreale, ci obbligano ad entrare in gabbia alle 8 e aspettare più di 30 minuti sotto la pioggia (e non fa certo
caldissimo).
In mezzo ai palazzi storici tra Piazza del Duomo e Piazza della Signoria è tutto un po' grigio e l'eleganza di Firenze si sente
ma sono ancora stordito dalla sera prima, l'emozione e il poco sonno.
Il Garmin nuovo non prende ma per fortuna questo modello parte anche senza segnale GPS completamente agganciato.
Iniziano le danze, parte uno sparo, noi partiamo 6 minuti dopo, il tempo di far scodare tutte le bestie nelle gabbie prima della
nostra.
Parto senza riscaldamento tanto c'è tempo, appena fuori dal centro imbocchiamo i Viali per 3 km.
C'è casino, dobbiamo spezzare il fiato ma andiamo talmente lenti che potrebbe anche non servire (eppure controllando il
diagramma dei battiti si vede un picco anomalo all'inizio: emozione? rilevamento inaffidabile?).
I Viali non mi piacciono, fortuna che dopo 5 km iniziano il tratto nel Parco delle Cascine, 10km dove la pioggia batte
abbastanza forte, così forte che mi fermo 2 volte a fare la pipì, forse l'acqua è finita dritta nella vescica :), MAI
SUCCESSO... così presto poi!
Al settimo km incrociamo il primo ometto e poco dopo la prima femminuccia: marziani che dopo 35 minuti hanno già fatto il doppio
della distanza che ho percorso io.
Bello il pezzo alla Cascine lungo l'Arno e bello trovare la mia schiera di tifosi: Checco, Alida, Milica e Carmela che mi fanno
perdere 10 secondi.
Gli abbracci, i baci e l'affetto varranno pur ben più di 10 secondi di una maratona? Domanda retorica!
I primi 17km li passo pensando a quanto faticherò dopo altri 10 km e quanto ancora mi mancherà prima della fine.
Poi inizia uno dei pezzi più belli ma anche probanti: siamo sul Lungarno in centro città, lì tira un vento gelido che non aiuta
quando sei bagnato.
Facciamo avanti e indietro per i ponti (3 volte).
La prima volta è su Ponte Vecchio, deve essere cambiato il percorso negli ultimi anni perchè molti ricordano che fosse alla fine
della maratona, faticoso e scivoloso.
Noi ce lo godiamo al 20°km quando siamo ancora lucidi per prenderci i 5 dei bambini e sentirci urlare Go! Go! Allez! Dai! Forza!
e tutto questo dà una carica incredibile, energie mentali impagabili.
Non c'è zucchero che penetri nel cervello meglio di un cinque di una bambino di cinque anni.
Non so cosa succeda durante quel tocco, forse autocompiacimento per essere un maratoneta? Un eletto?
Non penso perché sei troppo stanco per sentirti figo e poi quando arrivi al settantesimo percentile in classifica generale hai
poco di cui sentirsi figo.
Intanto il centro di Firenze (o quasi) prosegue per altri 3/4km.
La mia media è 5:56 ma sto andando a 6:00 min/km e quindi è solo il vantaggio iniziale che mi mantiene sotto la media che mi ero
prefisso.
Quando arriva il traguardo della mezza maratona ho il secondo crollo mentale, penso che sono solo a metà e che sono già stanco e
devo fare la stessa cosa che ho fatto fino a quel momento ma con 21 km in più nelle gambe.
Poi accade l'inevitabile: mi scappa la cacca; vedo un gabinetto chimico ma è chiuso (e per fortuna che ce ne sono)!
Ah... organizzazione perfetta a Firenze! Ospitare 10.000 atleti non è cosa facile. Il percorso è bello anche se quando sei in
centro, 'ste c***o di pietrone danno non pochi problemi.
Torniamo alla cacca, la signora del bar davanti al chimico mi offre la possibilità di farla lì da lei.
Perdo 2 minuti ma riparto con più convinzione in me stesso e qualche etto fuori me stesso, zavorra inutile! :)
Ho lasciato il wc meglio di come l'ho trovato e ringrazierò per sempre questa splendida signora, alla faccia della proverbiale
antipatia degli esercenti fiorentini.
Graziè Signò!
Ora mi ritrovo tra il gruppo di alcuni ragazzi portatori di handicap trasportati da volontari e i pacer delle 4h e 15'!
Decido di stare con loro perché vanno alla mia velocità nonostante la mia media passi da 5:56 e 6:02 post-cacca.
C'è un pacer che parla sempre, fastidioso ma in fin dei conti simpatico.
C'è anche una ragazza carina e gentile, credo si chiamasse Antonella, con il mascara slavato dalla pioggia.
Loro ovviamente vanno bene :)
Intanto un ragazzo sulla sedia a rotelle, trasportato, praticamente tetraplegico o quasi, mi fa coraggio. Lui cerca di dare
coraggio a me quando non ho bisogno di spendere troppe parole per farvi capire chi dei due ce l'avesse e chi neanche merita di
pronunciare quella parola.
Intanto i pacer ed io ci incontriamo e ci lasciamo tipo molla a causa dei ristori che li rallentano un po'.
Arriviamo al 29 e Antonella (?) dice che i problemi iniziano da quel momento ma che è tutto mentale, intanto quell'altro blatera e
importuna le vecchiette.
Io le voglio credere e la seguo fino al 35. Intanto tra il 29 e il 35 passiamo da Campo di Marte e lo Stadio.
Altro momento di cedimento serio e zona di Firenze assolutamente spiacevole. Sei solo, stanco, in preda allo sconforto e in più
non hai neanche nulla di bello da vedere.
Il fatidico 35 arriva, l'Everest dei maratoneti, la Trista Mietitrice dei quadricipiti, il Tilt dell'elettroencefalogramma.
Ma io lo so, mi sono preparato per questo e Antonella mi ha detto che è solo una questione mentale, le ginocchia non fanno male.
Ma io mi metto a piangere, ho voglia di sfogarmi, sfogarsi fa bene, non è poco virile, chi lo dice che un maschio non può
piangere e io lo faccio, piango!
Mi sento meglio ma non posso piangere per sempre e quando smetto di piangere mi sento un piangina, una vittima, una merdina, uno
che non ce la fa, una mezza sega, uno che si è allenato per 3 mesi per un c***o.
E questa cosa mi ferisce e mi vuole abbattere, mi vuole far fermare, mi vuole morto... eh ma io ho il ***** *** dalla mia parte (chiedere personalmente al sottoscritto il significato degli asterischi).
Nessuno mi può abbattere, ho lavorato mesi per questo e non cammino, non voglio camminare e non camminerò!
Mi prendo l'ultima cosa che mi ero portato come nutrimento. Un integratore con amminoacidi per l'affaticamento + caffeina.
Sarà doping? Funziona? Non funziona? Placebo? Non lo so, con me ha funzionato 6 volte su 7.
Mi metto in "modalità sofferenza": busto inclinato in avanti, schiena piegata a destra, gambe fluide come quelle dell'uomo di
latta nel Regno di Oz, smorfie, bocca aperta a semiparesi dopo l'ictus, testa piegata a guardare i piedi, cervello aperto solo
per gli input sonori dei tifosi e quelli essenziali alla sopravvivenza, campo visivo al minimo.
Il centro di Firenze è bello ma non lo vedo molto. Sento Alida, Carmela, Milica e Checco che ogni tanto urlano, appaiono e
scompaiono nel giro finale da 5km.
Mi sembra un labirinto, vedo 3 volte il Duomo ma non capisco perché, dovrei riguardare la cartina.
Inizio ad ansimare, intanto i pacer mi hanno abbandonato dal 35 e sono avanti.
Io penso che dopo il 35 manca molto, ma molto meno di 10km e quindi è fatta.
Intanto la caffeina si fa sentire.
A 4 km dalla fine sento le voci degli amici, ma sono troppo stanco e 4km mi sembrano interminabili.
Al 40° decido che ne ho ancora e che posso fare lo sparo.
Vedo solo i lastroni della pavimentazione e la gente che inizio a superare, sento la gente intorno urlare.
Negli ultimi 2km ci sono i cadaveri e io non sono uno di loro.
Io non ho mai camminato, se non per andare in bagno.
Le locomotive ripartono, supero tutto e tutti, sono un cazzo keniota, starò andando sotto i 5' al km, in realtà erano più di 5:30 ma gli altri
erano fermi e io sembravo il Frecciarossa.
A 500m dalla fine sento Antonella che incoraggia i pochi superstiti del gruppo 4h15', mentre il blateratore pare abbia problemi.
Ero contento, non so perché ma gli stava bene!
Supero anche loro in Piazza della Signoria, peccato non essermi goduto una delle piazze più belle del mondo, li lascio dietro di almeno 15/20
secondi.
Sono ritornato al punto di partenza ma adesso mancano solo 200m e non più 42,2km! C'è un altro che fa lo sparo, siamo in due ad
evitare i cadaveri.
Vedo solo cadaveri e lastroni, lastroni e cadaveri.
Arrivo e arrivo in volata, ho il tempo di togliermi la "cuffia" e quella faccia da cazzo da "modalità sofferenza".
Ora sì che posso piangere e lo faccio! Non piango per l'impresa, non piango per la fatica che ho fatto nelle ultime 4 ore,
piango per la fatica che ho fatto per arrivare a Firenze, piango perché la prossima maratona la faccio perché tutta questa
fatica ne è valsa la pena.
Ma piango poco perché mi fermo e le forze piano, piano tornano e con loro anche il pudore, il pudore di non farsi vedere debole.
Questa è la fine della mia prima maratona, è ancora troppo fresco il ricordo per capire cosa sia successo.
Non credo sia un successo in assoluto ma lo è assolutamente per me.
I primi 27km sono noiosi, gli ultimi 15 sono meravigliosi... ma solo quando li hai finiti!
Grazie a chi mi ha sostenuto e chi ha sopportato le mie assenze (comprese quelle che ci saranno in preparazione della prossima
avventura) e grazie alla corsa che inaspettatamente, dopo anni di fatiche, mi restituisce una consapevolezza di me stesso
diversa: detto questo sono sempre un cinghiale ma da adesso anche un maratoneta!