La scommessa ignorante era terminare in meno di 1h40': ho chiuso in 1h40'14".
Sarei stato contento, nel caso? Sì. Avrei potuto dirmi che sì, mi sono dato un obiettivo e sono riuscito a centrarlo. E andiamo, Lofa! Avrei esultato col braccio davanti allo specchio. E andiamo!
Razionalmente so che tutto questo è una gran pirlata, ma so pure che ci iscriviamo alle gare e facciamo le scommesse ignoranti proprio per quello: per dirci bravo, ce l'ho fatta. Per leggere nelle cifre rosse del display posto al traguardo il tempo che sognavi. Per essere felici qualche secondo o magari qualche secondo di più. Un minuto o magari un'ora. Un giorno o comunque il tempo, generalmente poco, in cui la felicità passa per un nuovo obiettivo.
Mi piacerebbe pensare che questa sia una ripartenza, dopo troppi anni di infortuni e problemi tra i più assortiti. Probabilmente non lo sarà, però: riparte la stagione della bici e il doppio impegno non fa il paio coi miei acciacchi. Spero di riuscire a ritagliarmi degli spazi per la corsa, ma so che non sarà facile.
Della Scarpadoro rimangono foto non all'altezza dei bei momenti passati con Roby e cogli amici dell'Ortica. Una maglietta di cotone che finirà presto tra gli stracci, una medaglia e la consapevolezza che alla corsa potrò ancora dedicare tempo e propositi. Magari sogni. Ma il tempo per le scommesse ho paura che sia finito. Il ragazzino nello specchio mi sa che non c'è più.
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