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Mezza di Fontanellato 2026

La scommessa ignorante era 1h35', roba da stato di grazia. E, fino al chilometro 18, lo stato di grazia sembrava avesse risposto presente. L'inevitabile calo finale, figlio di allenamenti non all'altezza, è, tutto sommato, arrivato più tardi di quanto potessi immaginare: bastavano solo 20 secondi per trasformare la Mezza di Fontanellato nel trionfo dell'ignoranza. Sono contento? Molto. Specie perché, col diciottesimo tempo reale sui 77 partecipanti della categoria SM55, ho chiuso nel primo quartile.

Con questo 1h36'19" accorcio le distanze: ora è Salso 2 - Lofa 1. Se non sai o se non ricordi perché del doppio svantaggio, clicca qui e qui.

Scarpadoro 2025

La scommessa ignorante era terminare in meno di 1h40': ho chiuso in 1h40'14".

La scommessa è persa e non ci sono scuse che possano render meno indigesto il boccone. Certo, senza vento, fango e un percorso affatto filante e nel quale non potersi distrarre un solo secondo dal guardare dove poggiare i piedi (sanpietrini, sassi e pavè in centro, buche in paese, pozzanghere e fango in campagna), senza queste complicazioni, quei 14 secondi li avrei risparmiati facili facili. 

Sarei stato contento, nel caso? Sì. Avrei potuto dirmi che sì, mi sono dato un obiettivo e sono riuscito a centrarlo. E andiamo, Lofa! Avrei esultato col braccio davanti allo specchio. E andiamo!



Razionalmente so che tutto questo è una gran pirlata, ma so pure che ci iscriviamo alle gare e facciamo le scommesse ignoranti proprio per quello: per dirci bravo, ce l'ho fatta. Per leggere nelle cifre rosse del display posto al traguardo il tempo che sognavi. Per essere felici qualche secondo o magari qualche secondo di più. Un minuto o magari un'ora. Un giorno o comunque il tempo, generalmente poco, in cui la felicità passa per un nuovo obiettivo.

Mi piacerebbe pensare che questa sia una ripartenza, dopo troppi anni di  infortuni e problemi tra i più assortiti. Probabilmente non lo sarà, però: riparte la stagione della bici e il doppio impegno non fa il paio coi miei acciacchi. Spero di riuscire a ritagliarmi degli spazi per la corsa, ma so che non sarà facile.

Della Scarpadoro rimangono foto non all'altezza dei bei momenti passati con Roby e cogli amici dell'Ortica. Una maglietta di cotone che finirà presto tra gli stracci, una medaglia e la consapevolezza che alla corsa potrò ancora dedicare tempo e propositi. Magari sogni. Ma il tempo per le scommesse ho paura che sia finito. Il ragazzino nello specchio mi sa che non c'è più.


La scommessa ignorante (contiene Scarpadoro)

Non può esserci attesa senza una scommessa ignorante e, visti i contorni di quella attuale (dopodomani correrò una Mezza dopo quasi 6 anni. 6 anni!), la provo a sparare abbastanza grossa: non tanto a livello assoluto (si parla di 10 minuti in più rispetto al mio personale, eh), quanto per la nessuna abitudine, ormai, a una distanza così lunga e a uno sforzo anaerobico che non so se sarò in grado di mantenere per 21 km. Ma la gara serve per provarci e, tenendomi un minimo di margine che non si sa mai, voglio stare sotto l'ora e 40.

4'40"/km, quindi. Un passo che ho tenuto per 10 km, qualche settimana fa, senza grandi sofferenze durante un allenamento da 15 totali. Un passo che dovrebbe condurmi, visto il cambio di Categoria (madò, siamo arrivati all'SM55), a concludere nel primo quartile della classifica; una cosa che, infondo, mi ha sempre gratificato anche quando gli obiettivi erano più probanti.

Sono contento delle mie condizioni atletiche: dolori ce ne sono, ma non mi hanno impedito di continuare a prepare questa corsa. Vero che non ho fatto una sola ripetuta una, ma dovevo scegliere se arrivare sano alla partenza oppure passare la mano anche stavolta. Ho scelto l'opzione conservativa, che proseguirà con la scelta delle scarpe: niente piastra, si va di massima ammortizzazione. Non voglio cambiare gli equilibri, non posso pensare di indossare una scarpa usata, al massimo, per corse da 10 km e che risalgono a circa due anni fa.

Concludo dicendo che sì, mi sono accorto che l'ultimo post, su questo blog, risale a 3 anni fa. Mi piacerebbe potermi giustificare dicendo che, in questi anni, l'entusiasmo di una volta è stato sostituito da altro, ma così non è. Corro poco e scrivo ancora meno. E' la vita, baby.

Day 48 - Reggio Emilia Marathon... o' sicond è cchiù bell ancor!

 Una famosa canzone popolare partenopea recita "Comm è bell o' primm ammor, o' sicond è cchiù bell ancor!"

Beh nonostante il PB continuo a pensare che la prima maratona sia sempre la migliore: https://podistianonimi.blogspot.com/2018/11/cinghiale-firenze-marathon.html

Eh niente, sono settimane che spero di farmi venire l'ispirazione per questo post ma qualcosa mi sta bloccando... non riesco ad essere felice.
Ho fatto un sacco di fatica e ce l'ho fatta, ma non riesco ad essere felice.

Rimango molto più orgoglioso della mia prima maratona.
Forse perchè è legata a persone che non ci sono più, forse perchè Reggio Emilia (bellissima!) non è Firenze.
Beh sì, a Firenze il tifo in centro era indemoniato, c'era la bolgia; Reggio Emilia è una città più riservata nonostante sia molto accogliente.

Nulla da dire sui ristoranti, la tradizione culinaria e il b&b i2cugini che mi ha ospitato e che raccomando calorosamente.

Iniziamo dalla partenza: cercavo i miei amici Lofa e Visco ma non li ho trovati.

Partiamo e dopo 1 km di riscaldamento mi inchiodo sul ritmo di 5:28 che vorrei tenere fino alla fine.
In realtà l'obiettivo è stare sotto i 5:40 per raggiungere il traguardo prima delle 4h ma tenendo conto che almeno 3/400m in più si fanno, allora sto largo.

Tutto procede bene ma parto con un dolore all'anca destra che mi porto fin dall'allenamento; il secondo problema è che inizio a sentire la stanchezza già al 12esimo km.
Impossibile ma vero. Non sto ancora morendo, tiro dritto fino al 21 dove la leggera salita finisce e provo un po' di sollievo se non fosse che ora il dolore all'anca mi fa bestemmiare.

Vado avanti per inerzia dicendomi che se il dolore fosse stato insopportabile mi sarei fermato e invece non aumentava ma dava molto fastidio.
Sempre nell'oblio più totale arrivo alla salita del 26esimo km che ha letteralmente ucciso una persona (Maurizio Ruozi, 51 anni infarto: era una persona allenata, in linea. Sono cose che fan pensare e star male).
Sopra la salita vedo anche il Lofa che purtroppo dà forfait.
Quello è stato il momento più duro perchè se il mio amico, il mio esempio, il mio psicologo sportivo si ferma allora chi sono io per andare avanti?
Poi sono maledettamente stanco per quella salita e sento che non ce la faccio più.
Rallento!
Il mio 5:28 di media diventa subito un 5:32 ma poi arriva il 30esimo km.
Ho rimosso davvero quasi tutto, ricordo solo che il dolore all'anca passa (forse perchè inizia il dolore a tutto il resto del corpo) e un'altra salitella meno impegnativa ma sfiancante dove non sono l'unico a lamentarmi.

Blackout!

Arriva il 36, arriva che sono stanchissimo e arriva 300m prima del previsto. Questo mi aiuta ma sicuramente il cartello è posizionato male, quindi mi dico che se il 37 non arriva preciso allora io cammino, mi riposo, io cammino cazzo!
Il 37 arriva quasi preciso quindi continuo e arrivo al 38.
Al 38 non si può mollare, ne mancano 4...
La cacca non si fa sentire miracolosamente e neanche la pipì.
La città non arriva più ma corriamo lungo il fiume e poi si entra in città, mancano 2km al Garmin ma in realtà sono 2,5.
Faccio dei rapidi calcoli, per quel che posso, e capisco che sono sotto le 4h, non devo fermarmi, tutto qui. E' facile! Devo solo morire o mi si deve spaccare qualcosa ma neanche...
Stranamente, cosa che mi capita raramente, ritrovo le forze per lo sprint finale e faccio i 2 km sotto i 5:30.

Prima di arrivare assisto ad una "collega" (bruttissima persona) che insulta un tifoso che gli dice che mancano solo 200m e alla caduta di un ragazzo in sedia a rotelle accompagnato.
Mi sarei fermato per aiutarlo, forse... ma quelli prima di me han fatto prima, io però mi sarei fermato, credo di sì.

Taglio il traguardo ma prima di farlo indosso il tubolare con la dedica ad Alida (e anche un po' a mio zio, l'ing. Ammaturo).
Secondo me mi hanno spinto loro, qualcuno mi ha appoggiato la mano sulle spalle dal 12km e un'altra sull'anca.
Io non credo a queste cose ma dedico questo record ad Alida che è sempre stata con me e mi spronava a non arrendermi.

Appena riesco porterò sulla tua tomba la mia medaglia, la maglietta e il tubolare perchè in parte è anche merito suo se ci sono riuscito.

Arrivo alla fine in 3h57'34" migliorando il mio PB di ben 17 min.

Mi fermo per riposare e le mie gambe si inchiodano come se un laminato di acciaio temperato mi avesse trafitto dal calcagno all'anca.
Arriva il Lofa a prestarmi soccorso e mi prende il borsone.
Penso di non aver mai provato quei dolori in vita mia per uno sforzo fisico, le mie gambe sono rimaste dolenti per giorni.
Avevo freddo e non potevo correre sotto la doccia.
Alla fine arrivo pian pianino al b&b e cerco di riposare ma il dolore non me lo permette.

Mangio e mi dirigo inspiegabilmente triste verso la stazione.
Basta è tutto finito, mi dispiace ma non ho altro da aggiungere.

Ci ragionerò su.

S17G7 La gara

È andata nell'unico modo possibile. Mi sono ritirato al Km 27. Oltre a non averne più, le vesciche ai piedi (addio, Hoka, non siamo fatti per stare insieme, io e te) e l'adduttore sinistro rendevano ogni passo una sofferenza. E di soffrire altri 15 km senza avere nessun traguardo raggiungibile, se non la medaglia, di arrivare giusto per dire che sono arrivato, di questo non avevo voglia.
Ho sbagliato. Sapendo di sbagliare.
Ho sbagliato. Punto.
Ora provo a riprendermi dal punto di vista atletico e, più di tutto, a perdere quei 4 kg di zavorra che mi condizionano. La voglia di correre non mi passa certo per così poco.
Nella tristezza di una giornata che sognavo migliore, due sprazzi di bellezza: l'emozione di Davide, alla partenza. Delle lacrime che non mi sarei mai aspettato. E la felicità di Aldo e Marcello, il loro nuovo personale sulla distanza.

S12G3 Il dado è tratto

Ho deciso: ci provo. 
Correrò i 42 Km della Maratona di Reggio Emilia dopo aver corso, nell'ultimo mese, un totale di 48 Km. Non solo: non la correrò in modalità lungo lento, senza guardare il Garmin o comunque dandogli poco peso, no. Proverò a stare sotto le 3h30'.

Il fallimento mi pare annunciato, ma mi piace aver trovato anche stavolta un modo per buttare lì una scommessa ignorante. Magari ne esce davvero un buon lunghissimo per una prossima Maratona (che so già dove e quando, ma che mi tengo per me). Vediamo quanto reggo.

(Sarei voluto uscire, oggi, ma ha nevicato tutto il giorno. Ero indeciso se riposarmi ulteriormente o farmi un lento da 10-12 km, che comunque non avrebbe aggiunto nulla al nulla che ho nelle gambe. Il fato e la paura di ammalarmi a pochi giorni dalla partenza m'hanno fatto propendere per il divano.)

S11G7 Mezza pop, 100% Forla

Mi serviva una Mezza per capire se ha senso andare a Reggio, domenica prossima. La volevo probante, ma non troppo: 5'/km mi è sembrato un buon compromesso. Qualcosa di possibile, visto lo stato di salute delle mie gambe e che potesse in qualche modo avvicinarsi a un ritmo gara accettabile. E' uscita, alla fine, a 4'55".
Dovrei essere contento e sì, contento almeno per aver raggiunto l'obiettivo che mi ero prefisso prima di partire lo sono. Il modo in cui ci sono arrivato mi soddisfa meno: vero che sono andato a sensazione, senza spingere troppo, ma Adduttore e Psoas (sinistra) hanno iniziato a farsi sentire intorno al Km 7. Senza impedirmi di arrivare alla fine, ma.
Ma chissà domenica, se ci sarà domenica. Chissà se si faranno ancora sentire. Chissà come si comporterà il bicipite femorale. 
Sono indeciso se uscire ancora, mercoledì. Oppure riposare tutta la settimana. Vediamo come andranno i prossimi giorni.

S11G4 Di nuovo dolore

Ho passato un'ora scarsa ad ascoltare i miei muscoli durante la corsa e, solo dopo aver preso a correre intorno ai 4'50"/km (gli ultimi 7 km di 11 totali), ho sentito irrigidirsi il quadricipite. Mancava solo lui. Ma è stato quando mi sono fermato che ho iniziato a preoccuparmi: la tensione nella zona del bicipite femorale è enorme. Non mi ha impedito di correre, vero, ma cosa sarebbe successo se fossi andato avanti ancora qualche chilometro? Ho preso un antinfiammatorio, il prossimo passo è la canna del gas. 

L'idea è fare un ultimo tentativo, nel weekend. Una Mezza. Se ce la faccio e se le sensazioni saranno buone, be', un pensiero per domenica 12 lo faccio.

S11 G1 Continuo a sperarci...

... anche se fatico a trovare un senso.
Oggi 10 Km lenti, conclusi con un 4'50" finale e senza grandi pensieri. Il bicipite femorale è silente, l'adduttore è in tensione nella zona del ginocchio.

S10G6 La termica arancione

(Ometto volutamente quello che ho vissuto in queste settimane. Sarebbe davvero troppo.)

Riprovo dopo 3 settimane: 5 km lenti per capire come sta il bicipite femorale. Riesco a correrli stando sui 5'30", senza dolore. Almeno in quell'area. Sento tensione intorno al ginocchio, però. I tendini. 
Ogni tanto mi ritrovo a pensare all'idiozia che potrei fare. Ma sono abbastanza convinto che il mio corpo, come ha già fatto, d'altronde, rimetterà presto in chiaro le cose.
Oggi saluto la mia termica arancione, con cui ho corso per anni. Perfino al Polo Nord. Il tuo l'hai fatto davvero alla grande.

S7G4 Stop

In nove anni di corse, non ricordo quante volte io abbia dovuto interrompere un allenamento per un dolore. Una di quelle poche volte è stato ieri (scrivo il post con un giorno di ritardo): ho sentito che qualcosa stava succedendo dalle parti del bicipite femorale sinistro (dietro la coscia, per intenderci), ho provato a correci sopra, sperando che passasse. Ma l'intensità è aumentata progressivamente, al punto da obbligarmi a interrompere l'allenamento. 
Ho fatto davvero molta fatica a camminare per tutto il giorno, ieri. 
Oggi va un po' meglio, ma il problema persiste. 
Forse il mio corpo voleva chiarire che di andare a Crema a fare la Mezza non se ne parla proprio.
Lascio passare oggi e pure domani. I 32 km li correrò domenica, se le sensazioni saranno buone. Se invece dovrò saltare anche questo fine settimana, be', andare a Reggio Emilia potrebbe perdere ogni significato.
Sta andando molto male. Molto. 
Fanculo.
Fanculooooo.

S7G2 Pop

I giorni passati a respirare bellezza mi hanno rigerato, le gambe non hanno voglia del lento e basta: sto leggermente più sostenuto, intorno ai 4'50" al km. Corro chiedendomi se recuperare il lungo da 32 km già questo fine settimana oppure se saltarlo e passare direttamente dai 28 di venerdì scorso ai 38 in programma alla fine della settimana 9. Devo anche decidere se andare alla Mezza di Crema (14 novembre) e come correrla: da Mezza, senza averne nessuna preparazione, oppure a ritmo Maratona, per testarmi una volta di più? 

Tra tante domande, una certezza: la termica arancione puzza di cane bagnato, devo andare da Decathlon a comprarne una nuova. Ah, pure i gel.

S6 Ordinario e straordinario


La settimana 6 è stata molto diversa dalle precedenti: da lunedì a giovedì in ufficio e weekend in Alto Adige. Poco tempo a disposizione per correre e, ancora meno, per il blog. Provo a recuperare qui, con un post cumulativo.

S6G2: sveglia alle 5 e lento che si conferma sempre più sul 5'15" al km. Il pilota automatico della modalità lento del martedì si setta su quel passo lì, non posso farci nulla. Meglio: potrei forzare, ma a che pro?

S6G4: sveglia ancora alle 5, ma dopo essere rientrato a casa a mezzanotte inoltrata. Progressivo molto stanco con ultimi 2 km a ritmo gara. Decente, niente di più.

S6G5: il meteo mi suggerisce di anticipare a sabato mattina la partenza per il fine settimana in Alto Adige, il lungo da 28 km lo devo per forza correre ancora nel tardo pomeriggio. Diciamo che le sensazioni sono migliori rispetto a quello da 24 di un paio di settimane fa, anche se l'interrogativo rimane sempre il solito: riuscirò davvero a tenere i 4'37" per 42 km? La fatica nei due inserti a ritmo gara che ho aggiunto anche stavolta è grande. Aspetti positivi: i gel che sto iniziando a usare non mi hanno creato problemi allo stomaco e le vesciche si sono fatte sentire leggermente meno.

S5G7 De drè al castel

Invece no: il risveglio è sereno, il polpaccio non fa male. Qualche giorno fa avevo scritto che avrei dovuto prendermi dei rischi e così ho fatto: avevo da recuperare un'uscita di 18 km a ritmo gara e cosa di meglio se non De drè al castel? Il percorso è misto e la pioggia degli scorsi giorni l'ha reso, in alcuni tratti, pure insidioso. Capisco che i 16 Km a ritmo gara (i primi 3 di riscaldamento), su strada, sarebbero valsi come minimo 5 secondi al km in meno e finisco pure in progressione. Termino la prima tapasciata del 2021 con un sorriso: crono secondo le aspettative e tante chiacchiere prima, durante e dopo la corsa.

S5G6 Buio totale

Vado a letto, venerdì sera, con un forte mal di schiena: domani farò ancora più fatica che negli scorsi giorni a muovermi, figuriamoci a correre. A un certo punto della notte, però, un crampo al polpaccio destro chiarisce che non ci sarà nessuna corsa: non riesco a poggiare il piede destro senza sentire dolore, il giorno 6 della settimana 5 è giocoforza un giorno di riposo. A giudicare dall'intensità del dolore, che va avanti per tutto il giorno, ho seri dubbi di poter correre, domenica. Potrebbe essere il secondo fine settimana (di 5) senza attività. Potrebbe essere arrivato il momento di rimodulare ogni aspettativa.

S5G4 Progressivo

Ho due certezze: che il mio corpo stia facendo tutto il possibile per sabotarmi (aggiungi mal di schiena alla lista) e che resisterò fino a che non ci sarà più ragionevolmente speranza. 

Nel frattempo, oggi ho sostituito le ripetute del giovedì con un progressivo (9 km) + 1 km recupero + 2 km ritmo gara. Il grafico della progressione, sovrapposto a quello della frequenza cardiaca, è di una bellezza che mi lascia senza parole: sale il ritmo e aumentano le pulsazioni. Recupero e giù nella voragine, per poi salire nuovamente negli ultimi due km.

La bellezza è negli occhi di chi guarda, no?




S5G2 Il lento del martedì

Lento con pilota automatico, oggi, lasciando le gambe totalmente libere di correre al ritmo che si sentivano di tenere. Tanti pensieri, perlopiù dubbi. Che, nel bene o nel male, dovrebbero essere chiariti nel fine settimana: se riuscirò a tenere in maniera costante il ritmo gara sui 18 Km e se lo sforzo non sarà eccessivo, qualche speranza potrò ancora nutrirla. 

Ne riparliamo tra qualche giorno. Nel frattempo, devo trovare un rimedio per le vesciche.

S4G7 Chilometri a caso

Dopo i pessimi 24 km di venerdì e dopo la decina claudicante, sabato, a spasso per Lodi, mi sono quasi sorpreso di avere voglia e forza di uscire anche domenica. La settimana prima avevo scelto il riposo per preservare il sogno. Oggi ho capito che di spazio per arrivare a Reggio Emilia in una condizione decente non ce n'è davvero più senza la giusta continuità. Devo per forza prendermi un rischio. Ascoltare un po' meno le ragioni del corpo e molto più quelle del cuore. Anche perché non m'interessa la medaglia. Voglio il tempo. Con queste gambe, ho seri dubbi di riuscire a fare meglio del mio attuale personale. Figuriamoci limare dieci minuti.

Oggi, quindi, dopo i soliti km di riscaldamento, ho cercato di stare costante a un ritmo di una dozzina di secondi superiore a quello dell'ipotetico ritmo gara. Ne è uscita una sgambata con pochi dolori. Ma ancora troppi pensieri.

S4G5 Lungo

Non sono contento. Per niente. Dopo la prima "digressione" a ritmo gara (ai km 8, 9 e 10), ho fatto troppa fatica a stare sui 5'/Km. Mi sembra di non avere energie. Le gambe non vanno. A questo aggiungo che le scarpe si stanno rivelando una scelta sbagliata: troppe vesciche e unghie sempre più viola. Finisco l'allenamento, dopo la seconda digressione, stando sui 5'30"/km. Di meglio non riesco a fare.

Per il mio morale, questo allenamento suona come una sentenza.